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12.11.07


SALVATAGGIO 2007: bilanci di stagione

Attrezzature e mezzi

Salvataggio con moto d'acquaUn'altra stagione se n'è andata ed eccoci qua... un po' al punto dove c'eravamo lasciati.
Dopo un inverno che praticamente non è mai arrivato, si è aperta presto la stagione dei bagni. Le strutture hanno fatto un gran correre ad allestire i loro impianti. Ancora frastornati per la vicenda dei canoni demaniali, hanno pensato bene di girare la frittata ai clienti con un generoso caro-ombrellone che sta portando via, anno dopo anno, gran parte del turismo straniero e quello dei giovani, attratti dai prezzi sempre più competitivi e dall'offerta turistica allettante che molti paesi esteri hanno saputo realizzare. Ovviamente la causa di questi fenomeni non è facile da ricercare, ma nel caso dello sviluppo turistico molti freni vengono dalle amministrazioni locali che distratte dal fare cassa con gli autovelox e le multe, come fossero diventati il banco in un casinò, stanno perdendo di vista i veri obbiettivi primari per garantire al territorio uno sviluppo sostenibile e stabilità, come può esserlo il turismo in un paese come l'Italia.
C'è bisogno di rinnovare la nostra offerta turistica e di ricordare alle amministrazioni locali che il turismo è una fonte di vita economica e sociale per la popolazione, ma soprattutto per i giovani che avrebbero anche la possibilità di trovare facilmente impiego in attività umanamente più stimolanti e naturali rispetto a quelle prospettate ai giovani dalle aree che basano la loro economia sullo sviluppo industriale.
E nel paese di pulcinella, con tutto il rispetto alla maschera, eccoli i poveri bagnini abbandonati nelle spiagge e nelle piscine con una montagna di responsabilità legali ben definite ma senza nessuno strumento efficace per aiutarli a svolgere questo compito delicatissimo.
Inutile elencare le numerose difficoltà, sono le stesse degli ultimi 100 anni... eh sì, più o meno lì siamo fermi: il defibrillatore l'hanno inventato ma l'avranno a disposizione l'1% appena; il pattino è bello in un museo, ai bagnini servono le moto d'acqua; quasi nessuno ha una semplice radio ed è arrivata Internet, non c'è modo di comunicare con nessun altro bagnino delle postazioni vicine o lontane, se c'è necessità o urgenza di comunicare con la Capitaneria si deve usare il proprio cellulare (se lo si possiede, è carico, ha credito ed ha segnale) e chiamare come qualsiasi cittadino; idem per le emergenze sanitarie.
Non esiste nessuna rete o catena di soccorso ben definita e strutturata per sfruttare perlomeno tutte le potenzialità ed i mezzi già sul campo. Su quest'ultimo argomento è bene soffermarsi, perché sarebbe sicuramente un buon punto di partenza, che con modeste risorse, permetterebbe di ravvivare tutto un sistema preparandolo così anche all'inserimento di nuovi mezzi e tecnologie. Senza un'efficiente rete di comunicazione, questa realtà già così frammentata, non otterrà mai il pieno riconoscimento e di conseguenza le risorse necessarie dai privati e dal pubblico.
Purtroppo gli esperimenti in proposito sono stati pochi e sono rimasti casi isolati: normalmente i bagnini in servizio sulle spiagge lavorano ognuno sul proprio tratto, con orari dalle 8 alle 11 ore al giorno, praticamente in una situazione di totale isolamento rispetto alle istituzioni e alla rete dei soccorsi. Invece, sono spesso sottoposti all'attenzione della Capitaneria di porto e della Polizia locale, che anziché considerarli dei preziosissimi collaboratori a costo zero per l'amministrazione, li tratta sovente con sufficienza e talvolta li punisce con salatissime multe di migliaia di euro, magari per non aver avuto anche solo un istante la maglietta indossata, come se si fosse colto un automobilista indisciplinato senza la cintura.
I bagnini ogni giorno in servizio sulle spiagge rappresentano una rete fittissima, una linea immaginaria che percorre tutta la costa balneabile della penisola. E' facile pensare alle sue potenzialità ed a come potrebbe agevolare di molto il lavoro delle forze dell'ordine con un gran numero di attività, tra le quali le preziose segnalazioni che possono provenire da soccorritori nell'esercizio della loro professione, ben più dettagliate, attendibili e selezionate di quelle che possono provenire dal pubblico.
Chi frequenta la spiaggia, avrà assistito numerose volte alla messa in movimento di tutta la macchina dei soccorsi delle autorità, con dispendio di uomini e mezzi, magari solo per ritrovare un bambino smarrito lungo la spiaggia... sarebbe bastato avere i bagnini in comunicazione e il bambino si trovava in 10 minuti!
Ovviamente, per l'attività dei bagnini sulle spiagge ci sarebbe bisogno di un corpo preposto (come in molti altri stati), ma la situazione legislativa italiana non sembra andare in quella direzione. Un corpo, quindi, dobbiamo crearlo in maniera virtuale, grazie anche alle alle ormai numerose ed accessibili tecnologie,. C'è bisogno di un sostanziale cambio di atteggiamento da parte delle istituzioni nei confronti dei bagnini; bisogna supportare il loro operato e non considerarli qualcosa di quasi inutile. E' naturale, dunque, per un bagnino che vede il suo lavoro giudicato dalle autorità soprattutto per il fatto di avere indosso la maglietta oppure no, abbia la percezione che, come per molti altri settori in Italia, il suo ruolo è di pura “formalità” e non rispondente ad una reale necessità operativa. Bisogna invece che le istituzioni trasmettano ai bagnini la gratitudine che la società, compresi loro, gli porta per l'attività di soccorritori, di persone che hanno deciso di svolgere un'attività dove sei costretto d'improvviso dagli eventi a mettere a rischio la vita.
In termini operativi, le Capitanerie potrebbero iniziare inserendo, nelle ordinanze per il 2008, delle norme precise per l'utilizzo della radio VHF da parte dei bagnini in servizio, obbligandone all'acquisto tutti i concessionari, essendo oltretutto un apparato reperibile sul mercato ad un costo molto basso. Già questa semplice innovazione darebbe un enorme supporto all'attività quotidiana dei bagnini, finalmente non si è più soli ma all'interno di una rete, un canale diretto e semplice per comunicare tra le diverse postazioni del litorale circostante, con la Capitaneria di porto e con le altre organizzazioni che costituiscono la rete di controllo e soccorso. Stabilito un canale di comunicazione efficace, sarebbe spianata la strada ad innumerevoli progetti di coordinazione dell'attività di tutte le organizzazioni coinvolte nel settore.

postato da Antonio alle ore 17:34:17 Lascia un commento

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